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Sull'arredamento e sul fai da te, in Italia la voce che sposta di più il conto finale non è il codice sconto: è la detrazione fiscale, che vale metà della spesa e detta anche il modo in cui si paga. La seconda è il trasporto, che su un divano o su un bancale di piastrelle diventa una riga a sé, con supplementi che nessun coupon compensa. La terza è il calendario, che per la casa non coincide con quello dei saldi.
Il bonus mobili vale più di un codice e decide come si paga
Chi ha in corso una ristrutturazione può detrarre dall'Irpef metà della spesa per mobili e grandi elettrodomestici nuovi destinati a quell'immobile, su un importo massimo di 5.000 euro per l'anno in corso, comprensivo delle spese di trasporto e di montaggio. La detrazione si ripartisce in dieci quote annuali di pari importo, quindi al massimo 2.500 euro recuperati in dieci anni. Le condizioni sono più stringenti di quanto sembri, ed è il motivo per cui in questa categoria l'ordine delle operazioni conta più dello sconto.
| Requisito | Cosa comporta davvero |
|---|---|
| Importo agevolabile | Metà della spesa, su un massimo di 5.000 euro quest'anno, trasporto e montaggio inclusi |
| Recupero | Dieci quote annuali di pari importo, non un rimborso immediato |
| Collegamento ai lavori | L'intervento edilizio deve essere iniziato dal 1° gennaio dell'anno precedente all'acquisto, e la data di inizio lavori deve precedere l'acquisto |
| Mezzi di pagamento | Bonifico oppure carta di debito o di credito; contanti e assegni fanno perdere il beneficio |
| Classi energetiche minime | Forni classe A; lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie classe E; frigoriferi e congelatori classe F |
La conseguenza pratica è secca. Pagare in contrassegno o in contanti un frigorifero acquistato nell'ambito di una ristrutturazione fa perdere una detrazione che vale molto più della differenza tra due offerte. E poiché il beneficio si calcola sulla spesa effettivamente sostenuta, uno sconto abbassa anche la base detraibile: il vantaggio reale di un codice su un acquisto agevolato è circa la metà di quello che appare sullo scontrino.
I saldi non riguardano il divano né il trapano
Le date dei saldi le fissa ogni Regione, e le province autonome di Trento e Bolzano hanno un calendario proprio, con aperture e chiusure che cambiano da territorio a territorio. Ma la regola che conta per questa categoria è un'altra: in saldo possono andare i prodotti di carattere stagionale o di moda, cioè quelli che si deprezzano molto se non venduti entro un certo periodo. Un divano, una cucina componibile, un avvitatore o una caldaia non rientrano in quella definizione. Aspettare i saldi per arredare significa aspettare una cosa che non arriva: l'arredamento e il fai da te si muovono su promozioni proprie, sui cambi di collezione e sul calendario fiscale. Ogni annuncio di riduzione, in compenso, deve indicare il prezzo precedente, cioè il più basso praticato nei trenta giorni prima: vale nei saldi come in qualsiasi altra promozione.
La consegna al piano è la scelta più cara del carrello
Le tariffe di IKEA in Italia sono pubblicate e servono da metro per tutto il settore. L'ordine minimo è di 10 euro. I pacchi leggeri fino a 30 chili costano 1 euro per ordini sopra i 59 euro con la carta IKEA Family e 5 euro a prezzo pieno. La consegna al piano strada parte da 19 euro con carta Family e da 29 euro a prezzo pieno per ordini fino a 190 euro; la consegna dentro casa parte da 59 euro con carta Family e da 69 euro a prezzo pieno per ordini fino a 590 euro, e cresce con l'importo dell'ordine. Il salto tra piano strada e consegna in casa è quindi la decisione più costosa del carrello, e va presa guardando l'ascensore e le rampe di scale, non il listino. Per le isole si aggiunge un supplemento che parte da 119 euro e arriva a 349 euro per Pantelleria e le Pelagie.
Le piastrelle si comprano a scatole intere
Il prezzo esposto di un pavimento è al metro quadro, ma la merce si vende in scatole: si paga il numero di scatole arrotondato per eccesso, mai i metri quadri esatti della stanza. A questo va aggiunto lo scarto di taglio, che su una posa diagonale non è trascurabile, e qualche scatola di riserva per le rotture future, presa nello stesso lotto di produzione perché il tono cambia da un lotto all'altro. Lo stesso vale per il parquet, per il battiscopa e per la pittura, dove contano la resa in metri quadri per litro e il numero di mani, non il prezzo al litro. Il metro con cui giudicare un'offerta di Leroy Merlin o di qualsiasi altro rivenditore non è il prezzo al metro quadro della piastrella, ma il costo del metro quadro finito, colla, fughe e sfrido compresi.
Quello che il negozio deve riprendere e quello che deve restituire
Il ritiro dei rifiuti elettronici non è una cortesia commerciale, è un obbligo. I distributori con almeno 400 metri quadri di superficie di vendita di apparecchi elettrici ed elettronici devono ritirare gratuitamente, senza alcun obbligo di acquisto, quelli con nessuna dimensione esterna superiore a 25 centimetri, ed è il cosiddetto uno contro zero; il ritiro uno contro uno è gratuito quando si acquista un apparecchio equivalente. Sui resi la distinzione tra online e negozio è netta: sugli acquisti a distanza il diritto di recesso è di quattordici giorni, mentre in negozio il cambio della merce è generalmente lasciato alla discrezionalità del negoziante, salvo prodotto difettoso o non conforme. La garanzia legale resta valida anche sulla merce in saldo.
Gli errori che si ripetono in questa categoria
- Comprare i mobili prima di aprire il cantiere. Se la data di inizio lavori è successiva a quella dell'acquisto, il bonus salta, e nessuno lo dice alla cassa.
- Ordinare i metri quadri esatti della stanza. Senza scatole di riserva prese nello stesso lotto, una piastrella rotta fra due anni obbliga a rifare la parete.
- Riempire il carrello da due venditori diversi. Su un marketplace come ManoMano spese e tempi li stabilisce ogni venditore: due trasporti e due consegne.
- Scegliere il piano strada per un elettrodomestico pesante. Senza ascensore, il costo si sposta su chi lo porta su.
- Confondere il prezzo del mobile con il preventivo. Montaggio, smaltimento dell'imballo e ritiro dell'usato sono voci separate e vanno chieste prima, non dopo.