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Temu è affidabile? Dogana, consegne e diritti in Italia

Chi è la tua controparte, cosa paghi davvero in dogana dal 1° luglio 2026, quanto vale la data di consegna, quanto costa il reso e cosa ha già deciso la Commissione europea.

La domanda di chi non ha ancora ordinato su Temu non è quanto costa, ma cosa arriva davvero e cosa succede se non va. Dal 1° luglio 2026 la risposta è cambiata: il pacco sotto i 150 euro non entra più in Europa esente da dazio. Qui trovi chi è la tua controparte, cosa paghi in dogana, quanto vale la data di consegna che ti viene promessa, quanto ti costa il reso e cosa hanno deciso a Bruxelles.

La tua controparte non è Temu, è il venditore dietro l'inserzione

Temu non è un negozio: è un marketplace. In Europa la società che gestisce la piattaforma è Whaleco Technology Limited, con sede a Dublino, controllata da PDD Holdings. L'autorità polacca per la concorrenza e i consumatori, il 16 ottobre 2024, ha contestato proprio questo: l'acquirente non sa con chi conclude il contratto, a chi restituire la merce e a chi indirizzare il reclamo.

La distinzione conta perché in Italia la garanzia legale si esercita contro il venditore, non contro la vetrina. Prima di ordinare, cerca nella scheda del prodotto il venditore e l'operatore economico responsabile: dal 13 dicembre 2024 il regolamento UE 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti impone che ogni prodotto di consumo venduto nell'Unione abbia un operatore economico responsabile stabilito nell'UE. Se non ne trovi nessuno identificabile, non hai un indirizzo a cui scrivere che non sia in Cina.

Dal 1° luglio 2026 il pacco sotto i 150 euro paga il dazio

Fino a giugno 2026 le spedizioni extra-UE sotto i 150 euro entravano senza dazio. L'IVA, invece, si paga su tutto dal 1° luglio 2021, da un centesimo in su, e sulle spedizioni fino a 150 euro viene riscossa a monte tramite il regime IOSS. Il Consiglio dell'Unione ha deciso il 13 novembre 2025 di eliminare quella franchigia, con via libera definitivo l'11 febbraio 2026: ne è uscito un dazio forfettario di 3 euro, in vigore dal 1° luglio 2026 al 1° luglio 2028.

Il dettaglio che quasi nessuno spiega: i 3 euro non sono per pacco, sono per categoria merceologica (voce tariffaria). Cinque magliette uguali pagano 3 euro una volta sola; una maglietta più un orologio pagano 6 euro. Se il venditore o la piattaforma aderisce al regime IOSS l'importo compare al momento del pagamento; altrimenti te lo chiede il corriere alla consegna.

VoceQuando si applicaQuanto
IVA all'importazioneSempre, da qualunque valoreAliquota del prodotto (di norma 22%), sul valore in dogana aumentato dei dazi
Dazio forfettario UE1° luglio 2026 - 1° luglio 2028, fino a 150 €3 € per categoria merceologica
Contributo nazionaleDal 1° ottobre 2026, fino a 150 €2 € a spedizione
Dazio ordinarioSpedizioni oltre 150 €Aliquota della voce tariffaria

Il contributo italiano è il prossimo cambio in calendario: lo ha introdotto la legge di bilancio 2026 (art. 1, comma 126, legge 199/2025) e l'art. 15 del decreto-legge 107/2026 lo ha rinviato al 1° ottobre 2026. Fino al 30 settembre paghi solo il dazio europeo; da ottobre, salvo proroghe, le due voci si sommano.

Il conto che vale la pena fare prima di riempire il carrello

Un ordine da 18 euro con quattro articoli di categorie diverse — t-shirt, cavo, portachiavi, crema — fa quattro voci tariffarie: 12 euro di dazio. L'IVA al 22% si calcola su 18 + 12 = 30 euro, cioè 6,60 euro. Totale 36,60 euro, più del doppio del prezzo esposto. Gli stessi 18 euro spesi in cinque magliette, una sola categoria, pagano 3 euro di dazio e 4,62 di IVA: 25,62 euro.

La regola che ne esce è controintuitiva rispetto a come Temu ti spinge a comprare: i carrelli larghi e assortiti sono quelli che il nuovo dazio punisce di più. Il quinto oggetto scollegato dagli altri, aggiunto perché costa 1,20 euro, ti costa 3 euro di dazio più IVA. E da ottobre pochi ordini concentrati costeranno meno di tanti ordini piccoli, perché i 2 euro sono fissi a spedizione.

La data stimata al pagamento è l'unica promessa che hai

Temu mostra una forbice di date in fase di ordine ed è quella la tua unica promessa contrattuale. Gli articoli che partono da magazzino locale europeo arrivano prima e, muovendosi dentro l'Unione, non incontrano il dazio dei 3 euro. Se l'ordine sfora la data stimata Temu accredita un credito di cortesia: spendibile sulla piattaforma, non un rimborso.

Novanta giorni di reso, ma solo il primo è gratis

La policy di Temu è più generosa della legge: 90 giorni di finestra volontaria dalla data d'acquisto, con alcune eccezioni indicate nella scheda del prodotto. Il punto che cambia il conto è un altro: è gratuito solo il primo reso di ciascun ordine. Se ordini tre taglie della stessa maglia per tenerne una, due restituzioni su tre sono a tuo carico.

Sotto la policy resta il tuo diritto italiano, che non si può ridurre. L'art. 52 del Codice del consumo dà 14 giorni di recesso senza motivazione, che decorrono dalla consegna. La parte che quasi nessuno reclama: se il professionista non ti ha informato dell'esistenza del diritto di recesso, il termine si allunga di 12 mesi. Il rimborso va effettuato entro 14 giorni dalla comunicazione, con lo stesso mezzo di pagamento dell'acquisto; tu hai 14 giorni per rispedire la merce.

La garanzia legale dura due anni e vale anche qui

Su un prodotto nuovo comprato online la garanzia legale di conformità è di due anni dalla consegna e l'azione si prescrive in 26 mesi. Nel primo anno il difetto si presume esistente alla consegna ed è il venditore a dover dimostrare il contrario; dopo, l'onere della prova passa a te.

Sulla carta è identico a quanto avresti da MediaWorld o Unieuro. Nella pratica no, e la differenza non è giuridica ma logistica: se il venditore è un'impresa extra-UE senza presenza in Italia, ottenere una sostituzione al quattordicesimo mese è un'altra faccenda rispetto a rientrare in negozio. Su tutto ciò che ha vita utile lunga o rischio elettrico — piccoli elettrodomestici, caricabatterie, utensili — la scelta razionale non è il prezzo più basso ma un venditore raggiungibile, e nella categoria elettronica lo scarto pesa più che altrove.

Cosa ha già deciso Bruxelles e cosa è ancora aperto

Non è materia di opinioni: ci sono provvedimenti con numero e data. La Commissione europea ha aperto un procedimento formale contro Temu ai sensi del Digital Services Act il 31 ottobre 2024, ha adottato conclusioni preliminari a luglio 2025 e il 28 maggio 2026 ha inflitto una sanzione da 200 milioni di euro per non aver individuato e valutato con diligenza i rischi sistemici legati alla vendita di prodotti illegali sulla piattaforma.

Le prove vengono da un'operazione di mystery shopping della Commissione: una percentuale molto alta dei caricabatterie selezionati non ha superato i test di sicurezza di base, e una percentuale elevata dei giocattoli per bambini piccoli sottoposti a test presentava rischi di gravità da media ad alta, per sostanze chimiche oltre i limiti consentiti o rischio di soffocamento. Temu ha tempo fino al 28 agosto 2026 per presentare un piano d'azione ai sensi dell'art. 75 del DSA; il Comitato europeo per i servizi digitali avrà un mese per il parere e la Commissione un altro mese per la decisione finale.

In Italia hai due porte concrete. Per le violazioni del DSA il coordinatore dei servizi digitali è AGCOM, che con delibera 25/25/CONS del 22 gennaio 2025 ha disciplinato i reclami previsti dall'art. 53 del regolamento. Per le controversie con un professionista stabilito in un altro Paese UE — e Whaleco è irlandese — l'interlocutore è il Centro Europeo Consumatori Italia (ECC-Net), che assiste gratuitamente.

Quando su Temu non conviene comprare

TemuAliExpressAmazon Italia
ModelloVenditori terzi, spedizione in prevalenza extra-UEVenditori terzi, extra-UE e da magazzini europeiVendita diretta più marketplace, magazzini in Italia
Dazio di 3 €Sì, su spedizioni extra-UE fino a 150 €Sì, su spedizioni extra-UE fino a 150 €No, se il prodotto parte da un magazzino UE
Controparte per garanzia e resoVenditore terzo, spesso extra-UEVenditore terzo, spesso extra-UEAmazon o venditore terzo, indicato nella scheda

Temu regge su oggetti a basso valore unitario, senza rischio elettrico, di cui non ti serve assistenza: accessori, tessile leggero, casalinghi, cancelleria. Non regge in tre casi. Primo: carrelli che mescolano molte categorie, perché il dazio si moltiplica e mangia lo sconto. Secondo: quando l'oggetto serve entro una data, perché l'unica promessa è una forbice di date stimate e lo scarto lo assorbi tu. Terzo: tutto ciò che si collega alla corrente o finisce in mano a un bambino, cioè le due categorie su cui il mystery shopping della Commissione ha trovato più problemi. Per l'abbigliamento confronta anche SHEIN, per usato e ricambistica eBay Italia.